Ho preso la certificazione Web Accessibility Expert UNI 11621-3
La mail con il risultato finale è arrivata qualche giorno dopo la prova orale. L’ho aperta con quella sensazione familiare di chi sa di aver fatto del suo meglio ma non è mai del tutto sicuro che sia bastato.
Era bastato. Ho preso la certificazione Web Accessibility Expert UNI 11621-3, rilasciata da Intertek.
Ma prima di raccontarti cos’è e come funziona, voglio dirtelo subito: la cosa più interessante non è il certificato. È quello che ho scoperto studiando per ottenerlo.
Cos’è la UNI 11621-3
La UNI 11621-3 è una norma tecnica italiana che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza della figura del Web Accessibility Expert: chi si occupa di accessibilità web in modo professionale.
La certificazione viene rilasciata da enti accreditati — nel mio caso Intertek — e attesta che il candidato conosce gli standard tecnici, il quadro normativo e le pratiche di design accessibile.
Com’era l’esame
L’esame si compone di due prove distinte.
La prova scritta è un test a risposta multipla: 30 domande, 35 minuti, soglia minima di 21 risposte corrette. L’ho chiusa in 20 minuti. Alla fine la piattaforma ti dice se la prova è superata o meno, senza dettagli sul numero di errori: sono ragionevolmente sicuro di averne sbagliata una sulla ISO 9241, la norma sull’ergonomia dell’interazione uomo-sistema: in particolare sulla parte dedicata all’usabilità (ISO 9241-11), che contiene anche una bella definizione di accessibilità digitale.
Entrambe le prove si svolgono in proctoring: la piattaforma monitora in tempo reale webcam e microfono, e segnala qualsiasi rumore anomalo o movimento sospetto. È un sistema pensato per garantire l’integrità dell’esame, ma in pratica aggiunge una pressione extra. A un certo punto i miei figli hanno alzato la voce giocando nell’altra stanza: la piattaforma me lo ha segnalato immediatamente, e per qualche minuto ho temuto che la prova potesse essere invalidata.
Qualche ora dopo mi hanno comunicato che tre giorni dopo sarebbe arrivata la prova orale: io speravo di chiudere tutto in giornata, ma i candidati erano diversi e quindi ho dovuto attendere il mio turno. La prova orale si svolge in 30 minuti di domande a raffica su tutto: normativa, aspetti tecnici, design. È quella che si sente di più, quella in cui non puoi nasconderti dietro le opzioni di un test a risposta multipla. Alla fine non ti dicono nulla: solo arrivederci e in bocca al lupo. Resti lì col dubbio di aver risposto bene o di aver toppato qualcosa di importante — e aspetti la mail.
Come mi sono preparato
Il materiale da studiare, riassumendo, copre tre aree principali:
- Standard tecnici: le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), con i criteri di successo, i livelli di conformità e le tecniche di implementazione
- Normativa europea: la Web Accessibility Directive (WAD), l’European Accessibility Act (EAA), la norma tecnica EN 301 549
- Normativa italiana: la Legge Stanca su tutte, con le sue successive evoluzioni
Per strutturare il ripasso ho seguito il videocorso proposto da IWA Italia, tenuto da Roberto Scano e Fabrizio Caccavello. Un materiale denso, preciso, che va dritto al punto — lo consiglio a chiunque voglia affrontare l’esame con una base solida. Mancano gli ultimi aggiornamenti normativi (European Accessibility Act), ma resta comunque un prodotto validissimo: l’impostazione del corso rende poi facile andare a documentarsi in autonomia su evoluzioni e nuove norme.
Il percorso conta più del certificato
Lavoro sull’accessibilità già da prima di questa certificazione. Conoscevo le WCAG e, sommariamente, le altre norme; integro da un decennio le pratiche nei miei progetti e le porto nei team in cui lavoro; ne ho scritto qualcosa qui sul blog e parlato dal vivo ad alcuni eventi.
Eppure studiare per questo esame mi ha costretto a riempire buchi che non sapevo di avere. La parte normativa, in particolare, era quella dove andavo più a sensazione: sapevo cosa fare, ma non sempre sapevo perché — quale direttiva, quale articolo, quale obbligo specifico.
Riempire quei buchi ha fatto qualcosa di più che aggiungere nozioni: ha connesso conoscenze che avevo già ma che tenevo separate. Adesso quando implemento qualcosa di tecnico vedo il quadro normativo dietro; quando leggo una legge riconosco il criterio WCAG che la sostanzia. Tutto quello che sapevo era già lì — studiare per la certificazione mi ha aiutato a metterlo a sistema.
La certificazione non ti trasforma in un esperto: ti dà una mappa più nitida di quello che sai già, e ti mostra dove i sentieri si interrompono. Ed è lì che diventa utile.
È un tassello. Non il primo, non l’ultimo.
Peace&Love! ✌️